Superbonus 110% è possibile ristrutturare  gratis con i nuovi Ecobonus e Sismabonus?

Superbonus 110% è possibile ristrutturare gratis con i nuovi Ecobonus e Sismabonus?

I nuovi superbonus 110% per interventi di efficientamento energetico (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sismabonus) hanno cominciato a parlare sin dalle prime bozze del D.L. n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) , uno strumento per il rilancio dell’economia con l’immissione di crediti di imposta, una moneta accettata dallo stato e quindi dagli operatori che la possono comprare ( Banche e grandi imprese).

Quindi si sono risvegliati in molti, che dopo la cristi subprime , stanno rivalutando il nuovo slancio del mercato immobiliare, un pò come era avvenuto con la Tremonti nel 2002, ma ora con tecnicismi molto più efficienti (vedi portale per cessione crediti) ed importi più consistenti, e sopra tutto con la possibilità di cedere il credito di imposta, in questo caso pero limitando ai soli privati l’agevolazione.

Con la doppia conseguenza che se da una parte è stata risvegliata la voglia di rendere più efficienti e sicuri gli edifici, dall’altra a generato molti dubbi che vediamo di chiarire sul nostro sito.

Chi può usufruirne , privati o aziende?

In realtà entrambi, in quanto essendo l’agevolazione prevista solo per i privati, se un immobile residenziale di proprietà dell’impresa ( societaria o individuale), ma lo stesso e locato, ne può usufruire l’inquilino o il comodante. In questo sito tra le altre cose cerchiamo di mettere in contatto chi cerca casa in locazione con i proprietari di immobili che altrimenti non potrebbero ristrutturare casa con le agevolazioni. Il credito di imposta in questo caso, diventa un acconto sugli affitti dell’inquilino, che lo può cedere all’impresa proprietaria.

Per saperne di più iscriviti al presente sito.

Superbonus 110%: ristruttura edifici fermi da tempo e rimettili a reddito

Le discussioni sui social hanno anche alimentato i dubbi sulla reale possibilità di “ristrutturare gratis” come annunciato dallo stesso Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che presentando le nuove misure fiscali ha affermato “Il superbonus al 110% consentirà di realizzare i lavori di miglioramento della classe energetica e di messa in sicurezza delle abitazioni a costo zero per i cittadini“.

Sono molti i dubbi da parte sia dei contribuenti, ovvero i possibili fruitori, che del personale coinvolto, ovvero professionisti, imprese e istituti di credito. E da questi sono anche nati i due consueti partiti dei social: da una parte i procacciatori d’affari, dall’altre i professionisti dell’energetica e della sismica.

La nostra azienda cerca di radunarli per territorio, cosi da potervi permette la migliore scelta.

Si scontrano due modi diversi di intendere la vita: chi pensa “posso ristrutturare senza spendere 1 euro” e chi invece riconosce in queste nuove misure una concreta possibilità per migliorare la propria abitazione sia dal punto di vista energetico che sismico.

Entrambe le cose si possono sfruttare, e chiaro che un privato che ristruttura ed ha disponibilità per sviluppare anche opere “extra capitolato agevolato” potrà ottenere risultati più completi, ma non per questo chi non dispone di liquidità deve scartare l’opportunità.

Superbonus 110%: le nuove detrazioni fiscali

Vediamo di capire cosa significa “ristrutturare gratis”.

Gli articoli 119 e 121 del Decreto Rilancio hanno previsto la possibilità di ottenere una detrazione fiscale del 110% calcolate sulle spese sostenute dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per i seguenti interventi:

  1. interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  2. interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati ad alta efficienza;
  3. interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati ad alta efficienza;
  4. interventi di miglioramento sismico.

Nel caso sia effettuato uno degli interventi di cui ai primi 3 punti, è anche previsto che l’aliquota del 110% possa essere estesa anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico previsti all’art. 14 del decreto-legge n. 63/2013.

Superbonus 110%: le condizioni di accesso

Per quanto riguarda gli interventi di isolamento termico, la norma prevede che questi debbano essere effettuati utilizzando materiali isolanti che rispettano i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017. E in generale, per quanto concerne tutti gli altri interventi che accedono all’ecobonus del 110%, questi devono:

  1. rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63;
  2. assicurare, anche congiuntamente agli interventi di installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Superbonus 110%: detrazione, sconto in fattura e cessione del credito

Ciò premesso, ricordiamo che è di fondamentale importanza il lavoro del progettista che dovrà asseverare il rispetto delle condizioni per evitare che, come previsto dall’art. 121 del Decreto Rilancio, i fornitori e i soggetti cessionari rispondano per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto. Per questo è preferibile appaltare ad un general contractor che si occupa di tutto con fornitori selezionati, ed assicura l’esito dell’operazione, azzerando i rischi di contestazioni. Un general contract che dia garanzie al privato che ristruttura ed ai fornitori e sopratutto alle banche che hanno un ruolo fondamentale nella compravendita del credito, e nell’anticipo delle risorse necessarie ad avviare il cantiere ( infatti il Bonus viene erogato a SAL per un massimo di tre SAL del 30%+30%+40%)

In generale, quindi, non è possibile parlare di “ristrutturazione gratis”, perché stiamo parlando di un credito d’imposta che se impegnato per queste detrazioni, non potrà essere utilizzato per altre. Nel caso il contribuente opti per la detrazione fiscale, potrà portare in detrazione il 110% delle spese sostenute in 5 rate annuali di pari importo. Nel caso scelga lo sconto in fattura, qui si dovrà capire che accordi riuscirà a prendere con i fornitori e se tutte le spese saranno contemplate nella detrazione. Se, infine, il contribuente opterà per la cessione del credito anche in questo caso dovremo attendere che ruolo avranno i possibili acquirenti di questa detrazione che, sulla carta, avranno un margine di contrattazione del 10%.

In tutti i casi, se l’idea del contribuente è quella di ristrutturare senza spendere 1 euro, probabilmente è meglio che ci ripensi perché non riteniamo possibile che il lavoro dei professionisti e quello delle imprese possano essere avviati senza alcun anticipo di spesa.

A cura Dr. Balduzzi Giorgio – Attestatore Crediti Imposta – Visto Leggero

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